Al Museo archeologico nazionale di Venezia è in corso il restauro aperto, un laboratorio temporaneo che accoglie il lavoro dei restauratori direttamente nel percorso di visita.
Dalla pulitura al consolidamento, fino alla documentazione tecnica e fotografica, i visitatori possono osservare da vicino tutte le fasi del restauro, che diventa parte dell’esperienza museale.
Protagoniste di questo intervento sono tre sculture conservate nei depositi e oggi restituite al pubblico: due teste maschili, raffiguranti Eracle e Apollo, appartenenti alla collezione donata da Giovanni Grimani alla Serenissima, e una testa femminile, recuperata recentemente dai Carabinieri del Nucleo Tutela Patrimonio Culturale.
Le sculture
La Testa di Eracle (tipo Lansdowne) è una replica romana di un celebre modello greco del IV secolo a.C., attribuito allo scultore greco Skopas: l’intensità dello sguardo, con occhi profondamente infossati, conferisce al volto una forte espressività. L’opera mostra oggi tracce di stuccature applicate in precedenti restauri, per unire porzioni distaccate.
La Testa di Apollo si ispira a un originale greco del IV secolo a.C. riconducibile alla cerchia di Prassitele: il volto è caratterizzato da una delicata morbidezza plastica e dalla tipica acconciatura raccolta (krobylos) al centro del capo. Presenta rifacimenti moderni, tra cui il naso e una ciocca di capelli.
La Testa femminile, opera di bottega italica, si distingue per l’elaborata acconciatura con ciocche ondulate che incorniciano il volto, elemento di particolare raffinatezza. Il basamento, il naso e parte del collo sono il risultato di integrazioni moderne che il restauro permetterà di rileggere e contestualizzare.
L’intervento e le vicende conservative
Le tre sculture mostrano chiaramente i segni di interventi stratificati nel tempo: stuccature, sostanze protettive alterate e rifacimenti moderni, che ne compromettono oggi la leggibilità.
Il restauro in corso prevede la pulitura delle superfici marmoree, il consolidamento delle parti più fragili e una rilettura critica delle integrazioni pregresse.
Particolare attenzione è dedicata alla revisione delle stuccature, oggetto di interventi mirati realizzati con materiali più idonei dal punto di vista cromatico e materico, per garantire una migliore coerenza visiva.
Parallelamente, l’intervento riguarda anche gli aspetti strutturali, con l’adeguamento o la predisposizione di nuovi sistemi di sostegno per il corretto posizionamento delle teste. Eventuali integrazioni pregresse sono oggetto di una rilettura critica, anche attraverso mirati interventi di armonizzazione cromatica delle superfici, soprattutto nelle porzioni ricostruite in passato.
L’obiettivo del restauro è intervenire in modo coerente e rispettoso, restituendo una lettura più consapevole delle opere e delle loro trasformazioni nel corso dei secoli, garantendo la loro conservazione nel rispetto dei materiali originali.




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