Giacomo Boni

Storie di Piazza San Marco – Giacomo Boni, lo Stephen Hawking degli archeologi

di Myriam Pilutti Namer

Un giovane di talento nato a Venezia che fece fortuna a Roma come archeologo. Potrebbe essere questa la definizione che di sé avrebbe dato Giacomo Boni (Venezia 1859- Roma 1925): operaio di cantiere edile, architetto (non diplomato), funzionario dell’allora Ministero dell’Istruzione, visionario, scienziato, archeologo, botanico, vate, leggenda e oggi mito. Poliedrico e geniale, anticipatore, Boni è tuttora considerato uno dei maggiori archeologi italiani, soprattutto è ancora figura capace di ispirare le nuove generazioni e far discutere le più anziane, segno della sua ‘onnilateralità’ (è definizione di Daniele Manacorda), tratto che lo accomuna a colui che Boni definì il suo Maestro, vale a dire John Ruskin.

 

La prof.ssa Myriam Pilutti Namer al Museo Archeologico Nazionale di Venezia

 

Gli intellettuali del Novecento, architetti e archeologi in primis, si sono tutti dovuti confrontare con questo ingombrante personaggio, capace di suscitare un dibattito incessante sul ruolo che ebbe nell’alimentare il mito fascista di Roma ma anche sulla definizione del contributo che diede allo sviluppo dell’archeologia come scienza. Architetto/archeologo che scavò le fondazioni del campanile di San Marco a Venezia e, soprattutto, colui che condusse il più vasto progetto di scavo al Foro e al Palatino a Roma, Boni “si fece da sé” con talento e perseveranza, meritandosi (dopo trent’anni di gavetta e precariato) non una ma due lauree honoris causa, dall’università di Oxford e di Cambridge. In questi anni abbiamo assistito a una vera e propria fioritura di studi su Giacomo Boni, culminati in una recente mostra che si è tenuta al Parco Archeologico del Colosseo. E per il 2025? Stay tuned.

Suggerimenti di lettura:

Alfonsina Russo et alii, Giacomo Boni. L’alba della modernità, Catalogo della mostra, Milano, Electa, 2021

Andrea Paribeni, Myriam Pilutti Namer, Giacomo Boni. Documenti e scritti inediti. Catalogo ragionato dell’Archivio Boni-Tea (ILASL- Istituto lombardo Accademia di scienze e lettere – Milano), Roma, Scripta, 2020

Myriam Pilutti Namer, Giacomo Boni: storia memoria archeonomia, Roma, L’Erma Di Bretschneider, 2019 – open access qui: https://iris.unive.it/handle/10278/3717316

Irene Favaretto, Myriam Pilutti Namer (a cura di), Tra Roma e Venezia. La cultura dell’antico nell’Italia dell’Unità: Giacomo Boni e i contesti, Venezia, Istituto Veneto di Scienze, Lettere e Arti, 2016  – open access qui: https://iris.unive.it/handle/10278/3717337

Daniele Manacorda, Boni e il metodo della ricerca archeologica un secolo dopo, in Favaretto, Pilutti Namer, Tra Roma e Venezia, pp. 121-144

Myriam Pilutti Namer, Ruskin e gli allievi. Note su Giacomo Boni e la cultura della conservazione dei monumenti a Venezia a fine Ottocento, «Ateneo Veneto», 3, ser. 12.1, 200, 2013, pp. 423-435 – open access qui:

https://iris.unive.it/handle/10278/3717322

Foto: http://www.fotografia.iccd.beniculturali.it/index.php?r=collezioni/scheda&id=2645

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Chiuso 1 gennaio e 25 dicembre

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Ingresso dal Museo Correr